Linee programmatiche: “Ghilardi presenta un libro dei sogni e rinnega le promesse elettorali”

Ci sono voluti sessantotto giorni dalla seduta di insediamento del Consiglio Comunale perché il Sindaco portasse in aula le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato, un atto di indirizzo votato dal Consiglio Comunale e vincolante per l’Amministrazione che, in altri termini, rappresenta il programma da realizzare nei prossimi cinque anni.

Peccato che nel frattempo qualcosa si sia perso per strada e dalle 21 pagine del programma elettorale il Sindaco sia passato ad appena 9 pagine di impegni generici, poco chiari e contraddittori. È facoltà del Sindaco presentare un riassunto del proprio programma ma in questo caso la scelta politica è stata quella di restare molto generici su numerosi punti: parole come dialogo, rete, lavoro, taglio delle tasse ritornano in questo documento senza mai entrare nel merito. Viene il sospetto che dopo le promesse da campagna elettorale, il Sindaco si sia accorto della difficoltà di realizzare molti degli impegni dichiarati, infatti, nulla viene detto su come si reperiranno le risorse.

Oltre a quanto scompare, ciò che sorprende è che certi temi non ci sono mai stati, ad esempio non si fa accenno ai servizi in filiera e manca completamente la cura degli anziani non autosufficienti e dei grandi anziani, tema importante per le famiglie. Qualcos’altro, inoltre, non ha alcuna dignità all’interno del programma del Sindaco e certi temi sono toccati solo in modo collaterale: di cultura si parla solo in termini di identità, senza spiegare cosa si intenda, di giovani solo in termine di disagio giovanile e non come soggetti attivi, di sport si accenna genericamente in termini di promozione della cultura sportiva senza declinare in azioni concrete né indicando un orizzonte di priorità e sviluppo per il mondo sportivo della nostra Città, si parla di genericamente di detassazione e revisione delle aliquote senza specificare quali, come e gli importi.

Sotto lo slogan ”Prima la nostra gente” emerge tutta la contraddizione del programma di questa maggioranza che da un lato dichiara di voler sostenere l’azione degli oratori quali promotori di integrazione tra i popoli e dall’altra rischia di creare una discriminazione profonda tra cittadini di serie A e cittadini di serie B marcando una abissale distanza e contrarietà con quella che è la storia e la cultura della Comunità di Cinisello Balsamo.

Insomma, linee programmatiche contraddittorie e carenti sia nei contenuti che per il metodo scelto. Di fronte alle richieste di chiarimento dei consiglieri (solo quelli di minoranza, perché la maggioranza si è ben guardata di intervenire con l’eccezione di qualche singolo), il Sindaco ha risposto in modo generico senza entrare mai nello specifico e senza mostrare grande originalità. Per tutti questi motivi, i gruppi consiliari del Partito Democratico e di Cinisello Balsamo Civica hanno espresso un voto fermamente contrario.

Sembra proprio che la destra al governo sia a parole portatrice di cambiamento, ma nella pratica non sappia da che parte girarsi e proceda a rilento con la sua attività: a più di due mesi dalle elezioni, ancora le Commissioni consiliari non si sono insediate e diversi atti obbligatori per legge devono essere discussi. Il Documento Unico di Programmazione sarà forse davvero l’occasione per capire se questa Giunta intende prendere sul serio gli impegni che ha preso con i cittadini o lavorerà solo sull’ordinario portando avanti i progetti ereditati dal passato.

Partito Democratico Cinisello Balsamo
Lista Cinisello Balsamo Civica

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